Corigliano-Rossano e Schiavonea.
Di strada per Corigliano-Rossano sulla SS106 Jonica
s'incontra la spiaggia di Schiavonea con il Pollino sullo sfondo.
Oltre alle acque calde e trasparenti dello Jonio
Schiavonea non ha altro da offrire.
Il centro urbano è perfettamente in linea
con il resto degli ottocento chilometri costieri della Calabria,
un obbriobrio urbanistico ed estetico
che non augurerei al mio miglior nemico.
Anche se dobbiamo dire che
in Calabria esiste un meridione del meridione,
man mano che si scende verso sud
il paesaggio urbano diventa sempre più sgarrupato
e Schiavonea, come buona parte della provincia di Cosenza,
sembra essere una sorta di anticamera degli inferi.
Rimane comunque una sensazione
di irreparabile e rassegnata desolazione,
di rinuncia totale a quell'anelito a prosperare
insito nell'animo degli esseri umani,
o almeno buona parte di essi.
Da Schiavonea, lasciando la costa verso l'interno,
si raggiunge Corigliano a circa 200m sul livello del mare.
Corigliano è una cittadina della provincia di Cosenza
con circa 40.500 abitanti.
La prima sistematica organizzazione umana del territorio
ai fini delle attività insediative e produttive,
in grado di modificare profondamente la realtà naturale,
risale alla colonizzazione greca
della seconda metà dell’VIII secolo a.C.
L’origine della città è strettamente legata a quella dei gruppi di coloni
che si stabiliscono lungo la fertile pianura costiera
formata dai depositi alluvionali dei fiumi Coscile e Crati,
e che fondano tra il 710-720 a.C. la città di Sybari.
La nascita del borgo di Corigliano Calabro
viene fatta risalire al 977 d.C.,
sebbene le prime testimonianze certe sono riferibili al XI secolo,
con l’invasione normanna della Calabria.
La storia di Corigliano
è stata particolarmente segnata dalla conquista normanna, la cui testimonianza è il Castello, costruito alla fine dell’XI secolo per volontà di Roberto il Guiscardo, come roccaforte contro gli attacchi della vicina bizantina Rossano. La fortezza diventa generatrice della struttura urbana.
Il Castello Ducale è uno dei più belli e meglio preservati
castelli esistenti nel sud d'Italia.
Da Corigliano a Rossano
è consigliabile un percorso alternativo
a quello più breve e normalmente utilizzato,
che si snoda verso l'interno pre-silano
e passa per l'oasi naturalistica
I Giganti del Cozzo del Pesco,
un bosco monumentale di castagni giganti vecchi più di 700 anni.
Da qui si torna a scendere verso la costa,
e dopo circa 6,5 Km, con una piccola deviazione a sinistra
dalla strada che porta a Rossano,
si raggiunge la Trattoria Ceradonna.
A giudicare dalle foto e dalle recensioni entusiaste dei clienti
sarebbe una sosta obbligata.
A questo riguardo farò delle considerazioni
sul settore della ristorazione
nel capitolo dedicato a Tropea
e riprenderò come termine di paragone questa trattoria.
Quello che posso dire già è che, sempre usando il condizionale
perché non ho ancora avuto esperienza diretta,
questo sembra essere uno di quei luoghi
ancora non corrotti dal turismo di massa,
dove in uno spazio sobrio e umile,
com'erano appunto le antiche trattorie,
senza tracce di quello stile sgarrupato e kitsch
che caratterizza i locali della costa,
in una posizione elevata con una bella vista della costa sottostante
con il contorno del Pollino,
sono serviti una varietà di piatti
basati su ingredienti genuini e a chilometro zero,
che fanno la gioia di chiunque sia alla ricerca
dei sapori autentici della tradizione Calabrese
e con un rapporto qualità/prezzo ormai raro da trovare.
Anche in questo caso, spendendo gli stessi soldi
che sono stati investiti per costruire la struttura esistente,
un architetto sapiente avrebbe potuto realizzare un luogo
con maggiore qualità architettonica
e migliore fruibilità della posizione privilegiata
per un'esperienza più entusiasmante
che congiunta a un marketing adeguato
potrebbe allargare e migliorare il bacino di utenza di questo locale
e la ricaduta positiva in termine d'immagine per la città di Rossano.
La qualità necessita di visione, determinazione e investimento,
ma ripaga sempre.
Un esempio incoraggiante è Francesco Mazzei
di cui si parla ai link successivi
In un altro capitolo approfondirò questo argomento della ristorazione
che è una delle materie principali di questo blog.
Dopo la sosta in trattoria riprende il percorso verso Rossano
che come tutte le strade silane e pre-silane
è molto piacevole e gratificante
prima di raggiungere e immergersi
nel paesaggio antropizzato della fascia litoranea.
Arrivando dall'alto della presila
Rossano svetta sullo sfondo della Piana di Sibari e del mar Jonio.
Rossano,
è una frazione di 36.623 abitanti,
attualmente parte del comune di Corigliano-Rossano,
in provincia di Cosenza.
La città è detta anche La Bizantina e Città del Codex,
in omaggio al Codice Purpureo, uno degli evangeliari più antichi al mondo,
custodito presso il Museo Diocesano e del Codex
e inserito nella lista dei beni del patrimonio UNESCO
nella categoria "Memoria del mondo".
Si presume sia stata fondata dagli Enotri intorno all'XI secolo a.C., passò sotto il controllo magno-greco (VII-II secolo a.C.) e successivamente divenne l'avamposto romano nel controllo della piana di Sibari.
Tra il 540 e il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico, culturale sotto il dominio dei Bizantini.
A partire dai secoli VI e VII Rossano
costituì un centro di irradiazione
della spiritualità monastica basiliana di tradizione italo greca,
di cui si conservano numerose tracce e testimonianze
storiche, artistiche e architettoniche.
Nei secoli successivi passò prima sotto il dominio dei Normanni (1059 – 1190)
e poi degli Svevi (1190 - 1266) conservandosi città regia e quindi libera università, fino alla politica di infeudazione seguita dagli Angioini (1266 - 1442),
e poi dagli Aragonesi (1442 – 1504) e dagli Spagnoli (1504 - 1714),
sotto i quali si registrò la repressione di alcune ribellioni popolari
contro il sistema feudale e le politiche fiscali.
A partire dagli anni cinquanta del XX secolo,
la città, come altre in Calabria,
il cui nucleo storico si era sviluppato nell'entroterra
in considerazione della salubrità dei luoghi
oltre che per i presìdi naturali di difesa
proseguì la sua espansione prevalentemente a valle e in pianura,
attraversata dalle maggiori infrastrutture di collegamento ferroviario e stradale. L'espansione urbanistica che è avvenuta un po' in tutte le direzioni
in prossimità dello scalo ferroviario
con la realizzazione di nuovi quartieri densamente abitati,
scuole, attrezzature sportive, servizi pubblici e privati
ha sostanzialmente risparmiato da adulterazioni la città storica.
Cathedral of Maria Santissima Achiropita,
in whose sacristy in 1879 the Codex Purpureus Rossanensis was found, the ancient evangeliary declared a World Heritage Site by Unesco, preserved in the Diocesan Museum, where are also kept ancient manuscripts, paintings, silvers and rare and precious objects.
This area is famous for the production of oranges and clementines,
and licorice which is marketed and exported all over the world
by the ancient family Amarelli.
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